4 febbraio 2016

Non pensare che t'abbiam dimenticato

Un antico maestro, Akivà, disse: "Una siepe intorno alla saggezza è il silenzio". Forse il suo era così, una siepe, ma un silenzio sbagliato arrugginisce il ferro dentro il sangue. Chi per insufficienza tace, è condannato a ripetere nel vuoto delle sere le parole di risposta che non vennero in tempo.
[...]
Nelle sere in cucina, seduto al nostro tavolo deserto, mastico la mia cena occhi nel piatto e inghiotto le mancanze di cui sono composto.

Il più e il meno
Erri De Luca.

6 gennaio 2016

Lo so

Attraverso paludi nelle quali la mia laurea, honoris causa, in nuoto a delfino curioso dovrebbe farmi creare vere e proprie coreografie da sincronizzato con me stesso, invece di quell'approssimazione di speranza di arrivare a riva che oggi mi fa da unico e al momento persino affidabile timone.
Verbalizzo enormità che fanno tanto rumore quanto ne fa una matita che cade sulla sabbia, in tasca un carnet di quanti, facciamo cinque, treni così veloci che frasi più lunghe di quattro parole finiscono quando è già alla stazione successiva e io ancora non ho nemmeno finito l'incipit, tocca industriarsi nella sintesi di nuove matite le più colorate possibili lanciate sulla sabbia sperando ne esca un castello, fossi capace sarebbe già accaduto mi dice lo zerovirgolazerotrepercento di realismo che con fatica mi sono costruito come doppio cieco necessario nei momenti in cui sono quello che vorrei essere.
Ho un telefono inventato nel quale su una sim inventata ho memorizzato un numero inventato a cui ogni giorno mando messaggi inventati che ricevono risposte inventate piene di pensieri inventati a forma di occhi che chiedono di conservare il segreto della commozione in cambio del dono della condivisione.
Lo so che non lo realizzerò questo castello, non sono molte le realizzazioni che so raggiungere con margine di errore vicino allo zero quanto quelle che riguardano le illusioni e lo so, quello che devo sapere lo so, vivo come non lo sapessi ma è la cosa che so più di tutte.
Quello che invece non so e questa davvero non la so, e non la so come non la so mai ogni volta che capita e capita ogni volta in cui sono quello che vorrei essere, è perché ogni volta che sono come vorrei essere e per questo racconto come sogno il mio domani, non quello metaforico ma proprio mercoledì, giovedì, se si chiama Domani è perché venerdì è già troppo, si formi intorno la fila di persone che ci tengono a ricordarmi che tra il mio dire e il salpare per quel meraviglioso mare c'è di mezzo quello che io non potrò mai fare.


25 dicembre 2015

Qui e domani

Se la stremante fatica fatta per arrivare fin qui mi ha lasciato come unica possibilità l'ingoiare umiliazione per non rovinare un natale per gli altri di gioia, allora non è il qui che credevo valesse quella fatica.
Nel Qui che il depliant della Candle Game SpA. indicava come premio, le parole che la rabbia urla non vengono zittite per inefficacia, le mani non si devono prendere di nascosto per dire cose che quando nascoste muoiono un istante dopo invece di farsi vita da lì in poi, le risposte che il cuore invia alla bocca non vengono intercettate dalla dignità che per salvarsi le veste da inutile ironia.
Se nel Qui trovato all'arrivo le lacrime di natale non sono di gioia, allora vuol dire che nei bivi lungo il percorso gli errori sono stati più delle scelte giuste e che quindi è il percorso intero che è stato compromesso, che il Qui a destinazione non sia quello sognato non ne è che colpevole conseguenza.
Tre minuti all'anno di emozione ricacciata in gola per non far male a nessuno non fanno una vita e non li salvano davvero tutti quelli che si amano.
Uno lo sacrificano, senza nemmeno fargli intravedere un prossimo Qui a rendere anche questo un bivio in cui sperare di fare la scelta giusta mentre intorno il mondo ti dice che se c'è una cosa che non hai mai saputo fare è proprio riconoscere che forma abbia, una scelta giusta.
So fare dei bellissimi segnaposto, ma non è che l'elenco delle qualità vada poi molto oltre se non possono permettersi di essere a forma di cuore a meno di essere pronto a passare il prossimo natale da solo, dicono che l'importante sia imparare ad accontentarsi ma che cazzo di regola è se in cima c'è il nulla.
A nonna ho regalato un pacco di Gratta&Vinci non per portarla in un vizio mai avuto ma perché dice sempre che una delle emozioni che non si è mai potuta permettere è l'azzardare.
Io l'ho fatto un sacco di volte nonna e guarda dove sono oggi.
A te basta una telefonata per essere felice, a me basta non poterla fare per chiedermi che senso abbia tutto e non avere una risposta che non sia che alla fine io posso ancora vedermi portare un telefono dall'altra parte del quale c'è la voce di una madre e a te, amico che non puoi più, è andato per questo l'unico mio pensiero di cuore che ieri abbia chiesto di non restare chiuso dentro i confini della mia casa.
Quello a mio fratello a parte naturalmente, l'unica risposta che mi tiene dritto di fronte alla domanda sul senso di un tutto che, non avessi lui, farei davvero fatica a trovare.
Se Ebenezer Scrooge esistesse davvero, ieri notte avrebbe chiesto ai tre spiriti di aspettarlo un attimo perché doveva farmi una telefonata per dirmi che il prossimo natale sarà bello, l'aria oggi è un po' questa.
Mi mancano tutte cose che non ho e sì, lo so anch'io che è così che funziona l'assenza ma nel mio caso è diverso, io ho scelto di non averle e che fatica che si fa certe notti a guardarsi allo specchio e vedersi giusto, quando l'intero elenco dei tuoi anni di errori prende vita in un'unica sera e nemmeno si ferma per darti il tempo di contarli per almeno rassicurarti che siano quelli già noti, lasciandoti solo quello necessario per attutire l'impatto della visione di quanto sia spaventosamente grande la somma.




15 dicembre 2015

Ms. Miss

"I just saw the film. It's very apparent how incredibly intelligent she was, obvious to the world her talent, she was a very deep, sensitive soul. The world has always been a hard place for artists. Maybe especially now. I recognize technology had empowered artists in new ways. But culturally, emotionally, it's gotten worse in other ways. She was a very strong woman but she had no strong men in her life to balance her out. No one truly loved her as much as she loved them it's all in her lyrics, interviews. Even musically her contemporaries are not really a match. She did what she came here to do. She immortalized her soul in her songs, and she'll live forever in our hearts. I don't blame her. I am just sad for myself that I don't get to hear what else she might've done. That as great as she was- she would only have gotten better. But once you go there- with certain drugs- she said so herself love is like a drug and she's the type who would just give herself completely over- that's what made her great in her music. But when no one appreciated or took care and just took advantage- there was nothing left for her, there was no coming back. And really- be honest- would anyone? You? Me? The media? Ever let her live it down and get over the bad times? No. Probably not and she knew that. It's not fair. 'Normal' people out of public eye don't have to have all their failures or mistakes, hardships, traumas, along with the success- all immortalized. I wish for us that we still had her around. But I don't blame her for checking out. She already did great work- loved hard- and I believe she rests in peace. "

da un commento qui


12 dicembre 2015

Sonata

Come ti avessi produco pensieri e condivido momenti, ti racconto e ti ascolto ogni giorno, tecnicamente si può dire ti vedo.
Ne è appena passato un altro e il prossimo è sempre migliore così non sento lo spreco né l'inutilità, ciascuno è padre del successivo e così lo educa, lo migliora e lo affina.
Tutti quelli fino a quel giorno si direbbero persi se non fosse che quello di quel giorno è a loro che dovrà la sua grandezza.
So che stai bene, so che sto bene anch'io, so che non servono recapiti, troppe volte ti ho anticipata per non sentire innocua la vana speranza che una virgola ti sfiori, ci sono collegamenti che hanno bisogno di una partenza e di un arrivo e altri solo di un innesco per nascere e sovrapporsi e quell'innesco è un'auto, un bicchiere, una penna, non sono diverse nel tuo mondo le ore insonni, le carte di caramella, una tazza di the.
So che stai bene, anch'io sto bene, complicati tanto che basta nulla per farci star bene, la certezza che sia nostro e che lo decidiamo, la raggiunta soglia del bene.
Un solo passo oltre e c'è il meglio.
Non è diverso nel tuo mondo l'innesco e non solo io ho un paio di guanti, una finestra, un segreto.

"La gente fa molte domande sul suono.
Io faccio sempre notare che c'è quel piano che sta lì e, se Thelonious Monk si sedesse a quel piano, sentireste il suono.
Se Herbie Hancock sedesse allo stesso piano, sentireste Herbie.
Se Chick Corea sedesse a quel piano sentireste Chick.
Se Michel sedesse a quel piano, sentireste Michel.
E poi ci sono tutti quegli altri che potrebbero sedersi a quel piano e suonerebbe come un piano"